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Vendemmia a Podere Conca

Vendemmia a Podere Conca: un rituale svolto con precisione ed entusiasmo tutto al femminile

Siamo pronte: a Podere Conca inizia la vendemmia 2019.

Il sole non è ancora sorto, ma la luce dietro le colline di Bolgheri si fa già più chiara. Paola, la responsabile dei lavori in vigna di Podere Conca, sobbalza sulle buche della strada sterrata che conduce ai vigneti. Al trattore è attaccato un rimorchio carico di cassette rosse. Vuote… ma ancora per poco, è il primo giorno della vendemmia.

Paola scende dal suo trattore, controlla che tutto sia a posto e si infila tra i filari a distribuire le cassette. Tra non molto arriveranno le altre, forbici alla mano, pronte a raccogliere i grappoli ormai maturi. La vendemmia a Podere Conca viene fatta a mano.

Quest’anno Paola è soddisfatta: il duro lavoro nei vigneti di tutta la stagione si sta concludendo e l’uva viola scuro, dagli acini piccoli e rotondi, pende dai tralci tra le foglie verdi.

Il primo vitigno raccolto è il Ciliegiolo. I suoi grappoli sono un po’ più grandi delle altre varietà, ma le piante, ancora giovani, non ne hanno prodotti molti, perciò non è servito diradarli. Talvolta è necessario, a malincuore, togliere qualche grappolo, quando è ancora verde, in estate, per “calmare” una pianta un po’ troppo esuberante nella produzione. Si chiama vendemmia verde, proprio perché i grappoli sono ancora acerbi. In questo modo assicuriamo ad ogni grappolo un equilibrio nella maturazione, un giusto bilanciamento tra acidità e zuccheri.

Quest’anno non è servito appunto e possiamo raccogliere tutto il nostro Ciliegiolo. Le analisi prevendemmiali ci fanno ben sperare: zuccheri e acidità sono ben proporzionati. Il resto si farà in cantina.

Paola è curiosa: si è sempre occupata delle vigne e degli olivi, ma quest’anno, con la nostra nuova cantina che sta prendendo forma, potrà vedere e prendere parte anche a ciò che succede dopo la vendemmia vera e propria, quando i grappoli nelle cassette inizieranno una nuova fase della loro vita.

Caricato il rimorchio, può partire. Sobbalza ancora tra le buche e imbocca la provinciale. Arrivata in cantina, ci sono le altre ragazze ad aspettarla… be’ in realtà sono le stesse che prima erano nei vigneti, ma con l’auto sono state più veloci a raggiungere la cantina.

Le cassette vengono scaricate nella diraspatrice e gli acini cadono sul nastro di cernita, un tapis roulant che li trasporta fino ai rulli della pigiatrice. Durante questo percorso gli acini vengono vagliati e scelti a mano. Se qualcuno è verde viene scartato, se è passata qualche foglia o dei raspi, questi vengono tolti. C’è molta attenzione in tutto ciò, ma il clima allegro e scanzonato della vendemmia resta nell’aria.

Gli acini cadono nei rulli che dolcemente li premono, quel tanto che basta da aprirli leggermente, senza schiacciarli. A prima vista gli acini sembrano essere gli stessi di prima. Poi una pompa e dei tubi li trasportano in un tino dove inizierà la fermentazione e dove rimarranno per un mese circa.

A questo punto non resta che pulire e riordinare tutto, come dopo una bella cena tra amici, quando piatti e stoviglie campeggiano nella cucina. Ma stavolta va ripreparata la tavola perchè domani si riparte e un altro giorno di vendemmia è alle porte.