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Bolgheri

 

E’ curioso sapere che il nome Bolgheri deriva dalla presenza di un insediamento militare di Bulgari che vennero destinati a questa località in quanto alleati dei Longobardi  per difendere l’area da un eventuale sbarco dei Bizantini provenienti dalla Sardegna.
Non è nota invece l’epoca esatta in cui al Castello di Bolgheri venne dato questo nome che sostituì quello di  “Sala del Duca Allone” nome con il quale la località era conosciuta, come si deduce da una Bolla che nel 1075 Papa Gregorio VII spedì a Guglielmo Vescovo di Populonia segnalandogli i confini della Diocesi.
La località, fin dalle sue origini, è stata dominio dei Conti della Gherardesca. Dominio che ad essi è stato sempre riconosciuto anche quando, a causa delle vicissitudini dei secoli, ne hanno temporaneamente perso la proprietà.
E’ infatti un documento riconducibile proprio alla famiglia della Gherardesca che fa riferimento per la prima volta alla cessione di alcuni possedimenti situati nella curia di “Bolgari”.

 

E’ curioso sapere che il nome Bolgheri deriva dalla presenza di un insediamento militare di Bulgari che vennero destinati a questa località in quanto alleati dei Longobardi  per difendere l’area da un eventuale sbarco dei Bizantini provenienti dalla Sardegna.
Non è nota invece l’epoca esatta in cui al Castello di Bolgheri venne dato questo nome che sostituì quello di  “Sala del Duca Allone” nome con il quale la località era conosciuta, come si deduce da una Bolla che nel 1075 Papa Gregorio VII spedì a Guglielmo Vescovo di Populonia segnalandogli i confini della Diocesi.
La località, fin dalle sue origini, è stata dominio dei Conti della Gherardesca. Dominio che ad essi è stato sempre riconosciuto anche quando, a causa delle vicissitudini dei secoli, ne hanno temporaneamente perso la proprietà.
E’ infatti un documento riconducibile proprio alla famiglia della Gherardesca che fa riferimento per la prima volta alla cessione di alcuni possedimenti situati nella curia di “Bolgari”.

 

Il Castello di Bolgheri ha subito nei secoli varie distruzioni ed ha cominciato a risorgere solo all’inizio del XVIII secolo per opera dei conti, che operarono la bonifica di paludi e la costruzione di un acquedotto che rifornì di acqua potabile il paese sostenendo così la ripresa delle attività agricole e riportando un certo benessere.
Negli ultimi decenni sono stati i Marchesi Incisa della Rocchetta a dare alla zona un  notevole impulso comprendendone, con grande lungimiranza, il potenziale qualitativo nella produzione di vini rossi da vitigni internazionali.
Tra le principali ricchezze della zona è il “Rifugio faunistico di Bolgheri” che dal 1959 è la prima oasi naturale privata in Italia. Fortemente voluta dal marchese Mario Incisa della Rocchetta, dal 1968 è riconosciuta Oasi del WWF http://www.wwf.it/oasi/toscana/padule_di_bolgheri/ . Ha una superficie di circa 500 ettari che si estende tra il Mar Ligure e la Ferrovia Tirrenica. Si tratta di un parco incontaminato che conserva intatte le caratteristiche della Maremma pre-bonifiche del XIX secolo. Vi si trova una zona paludosa ricca di canneti, ma anche aree con la flora tipica mediterranea. Nella riserva è facile imbattersi in caprioli, conigli, scoiattoli, storni, falchi pellegrini, gufi, gru, germani reali.

Il Castello di Bolgheri ha subito nei secoli varie distruzioni ed ha cominciato a risorgere solo all’inizio del XVIII secolo per opera dei conti, che operarono la bonifica di paludi e la costruzione di un acquedotto che rifornì di acqua potabile il paese sostenendo così la ripresa delle attività agricole e riportando un certo benessere.
Negli ultimi decenni sono stati i Marchesi Incisa della Rocchetta a dare alla zona un  notevole impulso comprendendone, con grande lungimiranza, il potenziale qualitativo nella produzione di vini rossi da vitigni internazionali.
Tra le principali ricchezze della zona è il “Rifugio faunistico di Bolgheri” che dal 1959 è la prima oasi naturale privata in Italia. Fortemente voluta dal marchese Mario Incisa della Rocchetta, dal 1968 è riconosciuta Oasi del WWF http://www.wwf.it/oasi/toscana/padule_di_bolgheri/ . Ha una superficie di circa 500 ettari che si estende tra il Mar Ligure e la Ferrovia Tirrenica. Si tratta di un parco incontaminato che conserva intatte le caratteristiche della Maremma pre-bonifiche del XIX secolo. Vi si trova una zona paludosa ricca di canneti, ma anche aree con la flora tipica mediterranea. Nella riserva è facile imbattersi in caprioli, conigli, scoiattoli, storni, falchi pellegrini, gufi, gru, germani reali.

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